SONO MOLTO PIU' ANTICHE DI QUANTO SI PENSASSE LE ORIGINI DELLA CHIESA DI SAN DONATO V/M AL PANTANO.
L'edificio oggi noto come chiesa di San Donato V/M o del Pantano anticamente faceva parte di un monatero bizantino probabilmente intitolato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, fondato tra il X e l'XI secolo.
Fino a poco tempo fà si pensava che la chiesetta del Pantano fosse un edificio di fabbrica recente privo di ogni interesse artistico e storico. Ma i lavori di restauro iniziati nel 2004 hanno scritto una nuova pagina di storia del fabbricato e dell'area adiacente. Mentre venivano rimossi gli intonaci recenti sono stati riportati casualmente alla luce tre strati di pitture ad affresco realizzati in tre diverse fasi cronologiche. Gli affreschi dell'interno sono stati abbondantemente trattati nel precedente articolo.
In questo articolo, invece, cercheremo di comprendere il contesto archeologico dell'area in questione.
Dopo un periodo di fermo dei lavori per consentire i necessari restauri delle pitture riportate alla luce, la Sovrintendenza ai Beni Archeologici concedeva il nulla osta per la prosecuzione dei lavori di restauro del piazzale antistante la chiesetta con la prescrizione della presenza di un archeologo a tutela di eventuali ritrovamenti di interesse archeologico.
Nel corso della rimozione del massetto in cemento e lo strato di livellamento recente sono emersi i resti di una struttura molto più antica rispetto all'edificio. Si tratta du un edificio databile all'età Tardo Imperiale Romana (IV-V sec. d.C.) diviso in due ambienti rettangolari, orientati sud/ovest-nord/est.
L'antica struttura è stata danneggiata nel momento della costruzione della chiesetta (X-XI sec.).
L'edificio è stato studiato, documentato e ricoperto con le dovute misure di tutela previste dalla legge in merito ai beni aarcheologici.
Originariamente s'impostava direttamente sul banco roccioso o in assenza di esso su una fondazione ottenuta da una trincea riempita da blocchetti appena sbozzati di pietra di fiume.
Il contesto archeologico risulta disturbato da diversi interventi edilizi, i materiali raccolti sono stati rimaneggiati attraverso i secoli; quelli più antichi sono diversi frammenti di ceramica tardo/romana da fuoco e da dispensa; frammenti vitrei relativi allo stesso periodo; resti di materiali edilizi.
Il rinvenimento delle strutture e l'analisi del contesto generale hanno permesso di stabilire che la chiesetta di San Donato del Pantano sorge su un insediamento molto più antico, probabilmente, una villa rustica Tardo Imperiale Romana.
E' risaputo che le ville romane non erano luoghi di villeggiatura o dimore di ricchi proprietari terrieri, come potrebbe suggerire il termine "villa"; in realtà erano centri produttivi situate lungo le vie di comonucazione e su tutto il territorio soggetto a Roma e proprio attraverso le ville che il governo centrale si assicurava il dominio capillare delle terre conquistate. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, sulle ville romane ormai in disuso venivano edificati i monasteri (centri produttivi e spirituali) che si sostituivano ad esse nell'esercizio del controllo dei territori.
Di Angelo e Giovanni Martucci
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